Passione per i funghi……..

Grazie all’aiuto di mio figlio Riccardo,alla sua pazienza ed esperienza informatica, ci ritroviamo con “Funghi-knowout” un ritrovo micologico per coloro che hanno passione per i funghi e che vanno ricercando nel mondo immenso di internet, qualcosa d’interessante e costruttivo, da leggere e che appartenga al settore dei funghi coltivati. Io e Riccardo ci siamo passati ” attraverso i funghi ” eccome,però sono ormai ricordi di un pò di anni addietro. Ciò non toglie che la passione sia rimasta intatta per entrambi!

Approffitando della mia personale esperienza acquisita nel corso di tanti anni, mi diverto a scrivere qualche articolo di carattere tecnico, sperando che tutto ciò possa aiutare coloro che attratti dal mondo dei funghi, desiderano iniziare,in qualche maniera, hobbysticamente o meno,la coltivazione…………

Certamente su ” Funghi-knowout ” non arrivano commenti particolari, magari di fungicoltori che operano nel settore, anche se conosco alcuni che mi leggono, perchè forse già sanno o non ritengono opportuno mostrarsi……certo è che,anche se fosse solo,” qualche volta “, potrebbbe far piacere sentire anche una loro voce, su quanto da me scritto. Quindi su “Funghi-knowout” difficilmente troveremo dei commenti di operatori, salvo qualche rara eccezzione, come già è successo. In ogni caso constato che “scrivere sui funghi” è un modo di comunicare con tante persone, appassionati a livelli diversi ma pur sempre appassionati! Ricevo in diversi modi, tanti contatti, e sono contento di tutto ciò, perchè significa che quello che scrivo viene reputato interessante ed utile.

Ultimamente ho scritto un ebook che ritengo molto interessante. Esso abbraccia contenuti tecnici e concetti di carattere economico, utili per tutti coloro che desiderano iniziare a coltivare funghi.Ritengo sia molto importante, sopratutto oggi, iniziare senza commettere errori gravi. Vedremo come fare perchè ne possiate usufruire………..

Tra le altre cose,recentemente, sono diventato moderatore della sezione ” funghi coltivati” nel ” Forum di Agraria ” ……. rispondo a tanti appassionati di funghi, giovani e meno giovani…….domande di tutti i generi, da quelle semplici a quelle, delle volte, più impegnative…….diversi li ho indirizzati a leggere articoli di “Funghi-knowout” dove posso scrivere in modo più dettagliato……….cordiali saluti da Raoul e Riccardo.

In sintesi la prassi per fare substrato per il cardoncello………..

Data la sensibilità del micelio dell’Eryngii nei confronti di alcuni competitori quali il Trichoderma ed altri, allorchè si desidera preparare il substrato adatto ad esso, bisogna pensare ad una forma di sterilizzazione del substrato medesimo od almeno ad una sua semisterilizzazione condotta nei migliori dei modi. In definitiva bisogna liberare il substrato da ogni forma di competitività nei confronti del micelio del cardoncello……..deve poter invadere il substrato solo lui, senza fatica e senza la presenza, per quanto possibile, di forme microbiologiche vive che lo possano infastidire e contrastare, quando esso inizia a degradare, con il complesso enzimatico di cui è dotato,le sostanza nutritive messegli a disposizione con il substrato. Ripeto, deve poter invadere solo lui ed in modo veloce. Normalmente il substrato viene prima insaccato, chiuso, e poi sottoposto a trattamento termico. Si utilizzano dei sacchetti termoresistenti, in polipropilene, dotati di filtri. Questi sacchetti vengono riempiti sino ad un peso variabile da 3,7/3,8 kg sino a circa 4 kilogrammi. I filtri di cui sono dotati i sacchetti sono delle semplici spugnette oppure delle bande filtranti inserite in alcune zone del sacchetto medesimo. Servono per lo scambio gassoso tra micelio ed ambiente esterno. Dopo il trattamento termico, i sacchetti vengono raffreddati in modo da non inquinare il substrato posto nel loro interno. Raffreddati, si aprono e si inserisce al loro interno una certa quantità di micelio…..il due-tre%….è discrezionale la percentuale perchè essa può variare in funzione di determinati parametri,dopodichè vengono richiusi (ogni azienda segue un suo particolare procedimento). L’apertura e la chiusura dei sacchetti viene normalmente effettuata in presenza di una cappa a flusso laminare sterile per prevenire ogni possibile fonte d’inquinamento del substrato. A questo punto i sacchetti vengono messi su pancali ed in stanze adatte per la fase d’incubazione, dotate normalmente di un impianto di riscaldamento ed eventuale raffreddamento. A seconda della percentuale di semina, del modo con cui il micelio è stato inserito ed eventualmente rimescolato, cambiano i tempi d’incubazione, ovvero il devolversi delle temperature e la velocità d’invasione del substrato.

Le temperature massime raggiunte dal substrato in fase di trattamento termico e la durata di queste temperature massime sono a discrezione delle varie aziende che svolgono questo lavoro. Dipende se si utilizzano le classiche autoclavi oppure in alternativa i cosidetti ” forni “, con la stessa funzione, ma all’interno dei quali le temperature massime raggiunte sono più basse. Nel caso dei forni certamente l’andamento delle temperature è diverso ma, considerando che ci sono diverse aziende del settore che gli utilizzano,si può pensare che il loro uso vada bene egualmente.

Normalmente la materie prime utilizzate come base di una substrato per l’Eryngii sono la paglia arricchita in diverse percentuali con le fattuccine di barbabietola, con varie farine, con fieno…..sono molti i sottoprodotti proposti in bibbliografia…..basta acquistare qualche libro dove si parli anche del cardoncello.

Per il Pioppino si può utilizzare la stessa tecnica e in questo caso la materia base come substrato sarà la segatura di pioppo arricchita al 5-10% con qualche farina……….cordiali saluti da Raoul

Shiitake…………

Il gen. Lentinus appartiene alla sottodivisione Basidiomycotina, all’ordine Agaricales ed alla famiglia Tricholomataceae. Il Lentinus Edodes ha il cappello dimforma circolare o reniforme, con un diametro variabile da 5 a 12 cm. dapprima convesso e poi pianeggiante con un umbone poco rilevato e con il bordo ondulato a maturità.La cuticola è di colore variabile da ocra chiaro a bruno violetto. L’odore è tenue ed il sapore è leggermente acidulo. Cresce in autunno e primavera su tronchi di latifoglie isolatamente od a gruppi.

Le spore sono uninucleate, aploidi, capaci di germinare e dare luogo ad un esteso micelio in condizioni di omocarion. La sessualità è regolata da due fattori con un numero elevato di alleli ( eterotallismo tetrapolare ). Dalla fusione di due ife compatibili si ha la formazione del dicarion che si conclude con la produzione dei corpi fruttiferi

Le spore ed il micelio si sviluppano bene su agar malto, su agar patata-destrosio( PDA),mentre la formazone dei carpofori, avviene, sia su agar patata-glucosio(PGA) che su un substrato formato dall’80% di segatura di Quercus serrata, Quercus crispula o di altre essenze idoneee e, dal 20% di crusca di riso, inumiditi ad 65% circa. Il substrato va quindi incubato ad una temperatura di circa 25 gradi per un tempo variabile dai 30/40 ai 70/75 giorni……….quindi come comportarsi dopo che il micelio ha compenetrato in modo massiccio la balletta, per indurre la fruttificazione ed il cambiamento di colore (ovvero la formazione di un tessuto stromatico marrone più o meno scuro), varia in funzione di  fattori che riguardano i diversi genotipi di Lentinula, in funzione del substrato più o meno acido, più o meno ricco in zuccheri e sorgenti azotate e quindi del suo rapporto carbonio/azoto. Molte sono le variabili a cui possono essere sottoposti i pani di Shiitake per farli fruttificare e di questo ne parleremo…………Raoul