Perchè questa variabilità nell’entrata in fruttificazione?

Come accennato nell’altro post. precedente, mi sono divertito a fare un pò di composto senza procedere alla trinciatura della paglia ( ovvero era stata trinciata ma il risultato era quello di avere a disposizione una paglia praticamente non trinciata, con una struttura molto lunga e con internodi interi). Abbiamo arricchito la paglia e poi,dopo, l’abbiamo sottoposta alla fase di pastorizzazione mediante un tunnel che mi ero costruito diversi anni addietro. Risultato: un substrato giusto di umidità, con una struttura molto lunga e di colore grigio chiaro per presenza di muffe termofile. L’abbiamo seminato con un pleurotus Florida e con il Sajor-Caju, un pleurotus di provenienza indiana ( almeno così ricordo) e prettamente estivo ed infine con il pleurotus Cornucopiae, il cosidetto Gialletto, molto bello e dotato di un colore citrino.

Cosa è successo? Sono state fatte numero quattro pastorizzazioni ed le ballette le abbiamo fatte del peso di 14-17 kilogrammi l’una per evitare aumenti pericolosi delle temperature in fase d’incubazione.

Orbene le ballette di Saca ( il Sajor-Caju) del primo tunnel sono entrate in fruttificazione a 12-13 giorni, il Florida a 18-20 giorni, il Gialletto che avrebbe dovuto entrare anch’esso a 13-15-18 giorni, ha invece tardato.

Le ballette del secondo tunnel di pastorizzazione, si sono invece così comportate: Per primo è entrato in fruttificazione il Cornucopiae ( il Gialletto), poi il Florida e, il Saca invece, pur incubato a meraviglia, non ne ha voluto sapere di iniziare a fruttificare. Il Saca poi lo abbiamo bagnato a più riprese e qualcuna è entrata in fruttificazione, ma non tutte! Il Saca andrebbe comunque spogliato completamente per la sua fase di fruttificazione anche se poi i funghi che nascono saranno tantissimi e piccoli. Però ogni specie va chiaramente trattata in modo adeguato e a lei più consono.

Il substrato degli altri tunnel ha fruttificato in modo normale senza questa anomalia del Saca: il Florida ha fruttificato già per tre-quattro volte ed anche il Saca ed il Gialletto.

Come mai questa anomalia sul tunnel numero due? Il substrato del Saca era bellissimo, incubato a meraviglia…..non so se il micelio era tutto fresco e vigoroso allo stesso modo; è difficile ricevere delle notizie certe, nonostante abbia chiesto in merito al mio amico che mi ha fornito il micelio. Delle volte alcuni ceppi sono un pò stravaganti, oppure, siamo noi che quando facciamo il composto, non riusciamo delle volte a replicarlo in modo perfettamente eguale con delle ripercussioni sui risultati in fase di coltivazione. Certo che fare substrato non è poi così semplicistico come si potrebbe pensare, anche per le persone che lo preparano da tanti anni come il sottoscritto.

Cordialmente Raoul.

Utilizzazione di paglia non trinciata per pleurotus…..

Ultimamente mi sono divertito ad fare un pò di substrato per poi seminare alcune varietà di Pleurotus estivo. La cosa fantastica è che pur avendo a disposizione solamente della paglia non trinciata, con presenza anche di canne ed altro materiale non riconoscibile…..il substrato dopo la sua pastorizzazione è incubato alla perfezione, diventando bianco e poi ha iniziato a fruttificare nonostante le temperature delle volte un pò troppo elevate. Ma la mia soddisfazione è stata quella di aver ottenuto un composto incubato senza alcuna presenza di competitori, nonostante la presenza di cannette, di paglia intera con gli internodi integri delle volte difficili da rendere non pericolosi…..dopo questa esperienza posso affermare ancora di più, quanto sia importante raggiungere un buon grado di “selettività” all’interno del substrato, poichè è sopratutto quest’ultima che ci protegge dai possibili e sempre presenti competitori. E’ chiaro che gli altri parametri del substrato debbono essere presenti in modo non negativo…..vedi umidità, pH, eventuali arricchimenti……cordialmente Raoul.

Auguri di un buon anno 2018 a tutti i miei visitatori…

Auguro di cuore a tutti coloro che mi leggono, un buon anno 2018!
AUGURI!
Speriamo che il nuovo anno porti delle soddisfazioni a tutti coloro che si divertono a coltivare funghi a livello hobbystico ed a livello professionale, intensivamente.
Come già accennato nell’ultima mia apparizione, sto seguendo un filone particolare che mi sembra degno di nota.In questo momento a causa del freddo intenso, debbo attendere: ho bisogno di temperature più elevate sia per la fase d’incubazione che quella della fruttificazione.
Non vedo l’ora di ricominciare ad utilizzare questo substrato innovativo che inoculerò con Pioppino, Shiitake, Eryngii ed i Pleurotus….proverò ad inculare anche altre specie tipo il Coprinus, il Blazei, il Nameko…..speriamo che arrivi presto la primavera così mi metterò al lavoro tenendoVi al corrente su quanto succede!…..cordialmente Raoul.

Novità in arrivo per quanto riguardano le mie ricerche su nuovi substrati…

Mi dovete scusare la mia lunga assenza dal sito ma si è trattato di una assenza forzata, dovuta alla impossibilità di utilizzare il mio pc. E’ già successo altre volte e quindi mi scuso a maggior ragione per questo mio vuoto. In questo ultimo periodo mi sono un pò dedicato a verificare alcuni nuovi susbtrati disponibili ed economicamente convenienti. Sto testando alcune specie di funghi, tra le quali lo Shiitake, l’Eryngii, il pioppino, il Nameko, il Coprinus, il Blazei…Sto testando varie forme di trattamenti a cui sottoporre i substrati, sia per quanto riguarda il calore e sia per quanto riguarda il pH. Delle volte esistono dei substrati meravigliosi, anche abbastanza ricchi che non vengono presi in considerazione dagli operatori della fungicoltura e naturalmente parlo di quelli che si fanno il substrato o addirittura delle platee che lo vendono a terzi. Comunque come già aveva fatto un ricercatore in Belgio alcuni anni addietro, sto testando varie forme di trattamento termico per verificare cosa effettivamente può essere necessario a seconda delle specie fungine prese in considerazione. Il bello è che delle volte esistono dei substrati che sono già seminabili così come sono, senza bisogno di nessun intervento e mi spiego: nessun trattamento termico, nessuna aggiunta di acqua, nessuna modificazione della sua struttura, nessuna modificazione del suo pH. Bisognerebbe che così come sono disponibili, fossero inoculabili per tante specie, senza dover spendere dei soldini in più.

Sto un pò verificando queste cose e comincio già ad avere dei risultati, delle indicazioni di massima su cosa può andare e cosa no. Insieme ad un mio amico del meridione che mi coadiuva in queste ricerche, sto valutando quali opzioni potrebbero essere le più intelligenti da portare avanti. Ma già si cominciano a vedere i primi risultati e a capire quali modifiche saranno da apportare a quanto stiamo facendo.

Vi saluto cordialmente…….Raoul.

Sempre a proposito dell’Agaricus Blazei…

Come già Vi avevo segnalato, sto seguendo un pò il filone dell’Agaricus Blazei. Mentre giù in Meridione, questo autunno, abbiamo utilizzato per inoculare il Blazei, dei substrati non fermentati, quelli utilizzati per il cardoncello( ma non sono quelli adatti), ora qui a casa, ho inoculato del substrato fermentato ed, a dire la verità, il micelio lo ha invaso bene, senza problemi. una volta incubato ho coperto poi il substrato con del materiale molto umido, che trattiene bene l’acqua. Avevo paura che il micelio non invadesse il terreno di copertura, ma ciò non è successo. Dopo aver invaso la terra di copertura, a distanza di una quindicina/ ventina di giorni sono nati i funghi: molto belli, simili al Portobello classico ma, con delle striature che lo fanno assomigliare quasi ad una mazza di tamburo. Ottimi dal punto di vista organolettico e molto lunga la loro shelf life. Me li sono mangiati trifolati e poi una parte me li sono essicati. Così potrò assagiarli anche un pò più avanti nel tempo. Ora fa troppo caldo e comincio ad avere problemi di moscerini, per cui ho deciso di smettere. Se ne parlerà questo autunno.

Cordialmente Raoul.