Agaricus Blazei Murril………..

Mi dovete perdonare l’assenza dal sito, ma non mi è stato possibile essere presente, per colpa del computer!
Quest’anno giù in meridione, il mio carissimo amico, ammalato di funghi, si è dedicato come sempre a fare un pò di panetti per il cardoncello……….ma la cosa più interessante che abbiamo testato è stato inoculare qualche formulazione con dell’Agaricus Blazei. La prima constatazione : questa specie, come già in linea di massima sapevamo, ama dei substrati fermentati e quindi tra le varie formulazioni inoculate, solo una ha dato un esito positivo. Si sono incubati dei panetti e poi hanno fruttificato! Buonissimi, una leccornia! Stiamo adesso lavorando in questa direzione………..cordialmente Raoul.

Proseguono alcune mie riflessioni sulla preparazione dei pani per il cardoncello

Scusatemi se alcuni giorni fa mi sono fermato e non ho finito di discutere con Voi circa i problemi che delle volte si ppresentano quando vai a preparare i panetti di substrato per la coltivazione dell’Eryngii.

Come già Vi avevo accennato mi si sono presentati su alcuni panetti dei punti dove il micelio faceva fatica a chiudere. Il bello è che mentre la maggior parte dei panetti si sono incubati alla perfezione, diventando ben bianchi e duri, alla fin fine, in quei pochi e piccoli punti ( ma sopratutto al fondo dei panetti) una piccola parte di pani ha mantenuto quei punti non invasi o solo parzialmente, dal micelio. Un’altra constatazione e fonte di altra riflessione, era il fatto che nell’ambito della stessa sterilizzazione, pani inoculati con alcuni ceppi non hanno manifestato questo piccolo problema e sono diventati perfettamente bianchi e duri, mentre come ripeto, qualche ceppo, lo ha manifestato!

Quindi ho cominciato a riflettere ed a chiedermi quale poteva essere il motivo di questo comportamento.

Certamente quando vai a preparare il substrato, ne prepari, tramite il carro trinciamiscelatore, un bel pò di panetti: noi ad esempio, ne prepariamo senza avere dei problemi circa 150 pani alla volta( ne sterilizziamo con la nostra struttura circa 450 pani alla volta). Chiaramente la base del substrato è sempre la nostra amata paglia ed il resto degli arricchimenti varia a seconda delle formulazioni. Una riflessione va fatta circa la struttura delle materie prime che si utilizzano nell’ambito di una formulazione: perchè mai?

In base alle temperature massime di semisterilizzazione raggiunte e al tempo di mantenmimento di tali temperature, in base alla struttura generale d’insieme del nostro substrato, in base alle materie prime che utilizziamo, alla fine noi pensiamo che facendo in quel determinato modo, dovremmo ottenere un substrato che mantenga incorporata tutta l’acqua che abbiamo aggiunta senza che poi questa, una volta raffreddati i panetti ed inoculati, mi vada pian piano( durante la fase d’incubazione) a scendere verso la parte estrema( in pratica al fondo del panetto) del substrato, creandomi forse problemi di anaerobiosi e cambiamenti nel pH del substrato, cambiamenti che danno fastidio al micelio il quale fa fatica ad entrare lì ed ad invadere. Ecco, forse, una possibile causa di quei punti non invasi dal micelio!D’altronde non tutte le materie prime trattengono ben incorporata l’acqua, non tutte con la stessa intensità!

Occhio quindi non solo alle strutture delle materie prime utilizzate ma anche al tasso di umidità dei panetti al momento della loro formazione. Di solito durante la fase d’incubazione del substrato il micelio con il suo metabolismo consuma gli zuccheri producendo anidride carbonica ed acqua, per cui, alla fine della fase d’invasione del substrato da parte del micelio, ci potremo trovare di fronte ad un tasso di umidità ben diverso da quello iniziale: attenzione a questo aspetto e fate dei controlli, cosa che noi abbiamo già fatto.

A presto e cordialmente Raoul.

Sempre a proposito del cardoncello……….

Iniziamo augurando un buon anno 2017 a tutti coloro che ogni tanto vengono a trovarmi sul mio sito…..

Desideravo mettere in evidenza alcune anomalie che si sono evidenziate durante la preparazione dei pani da 4 kilogrammi nell’autunno 2016. Come ho già accennato negli articoli precedenti ci sono stati nella preparazione dei pani alcune partite che presentavano al fondo dei pani alcuni punti dove il micelio non era riuscito ad entrare. Il mio primo pensiero è stato subito quello dell’acqua aggiunta al substrato per raggiungere il tasso prefissato e desiderato. Abbiamo controllato i tassi di umidità di alcuni pani in quei punti dove il micelio non era riuscito a chiudere: in definitiva il tasso di umidità in quei punti non era molto differente da quello prefissato, anche se un pò più elevato, e quindi, ci siamo chiesti ( io ed il mio amico che esegue la preparazione dei panetti )da dove poteva provenire quel piccolo inconveniente………………a domani dove proseguirò con le mie riflessioni in merito a quanto precede…………cordialmente Raoul.

Auguri di buon Natale 2016

Auguri di buon Natale ed un buon fine anno 2016 a tutti gli appassionati di fungicoltura ed a tutti coloro che ogni tanto vengono a visitare il mio sito ed a leggermi………..cordialmente Raoul.

Chiaramente auguro un felice anno nuovo 2017 a tutti……..nuovamente Raoul.

Riflessioni sulla preparazione dei pani di cardoncello…..

Come forse sapete sono ormai passati diversi anni da quando ho iniziato insieme ad un mio carissimo amico ad interessarmi di preparazione di substrato per il cardoncello e a Settembre 2016 è iniziata la nuova campagna di preparazione dei pani. Come ho anche affermato nel Forum di Agraria dove seguo la sezione dei funghi coltivati in veste di moderatore, la preparazione del substrato per l’eryngii presuppone molta attenzione, in quanto è importante poter raggiungere un certo giusto equilibrio tra alcuni parametri, uno dei quali molto importante è il tasso di umidità del substrato. Un tasso di umidità ideale, secondo un mio umile parere, può variare in funzione delle materie prime che andiamo ad utilizzare nelle formulazioni,della struttura complessiva del substrato, in funzione del trattamento termico a cui si sottopongono i panetti e mi riferisco sia alle temperature di punta e sia alla loro durata; bisogna tenere in considerazione anche il peso della balletta, la compattezza del substrato, l’altezza del pane,il tipo di materiale utilizzato per i sacchetti e il tipo di filtro adottato per la respirazione del micelio, nonchè la sua dislocazione……..come vedete non sono pochi i fattori che possono far variare il tasso di umidità del substrato e quello ideale naturalmente bisogna andarselo a ritrovare facendo le prove pochè solo in questo modo si riesce ad ottimizzarlo.

Ma cosa significa un tasso di umidità non corretto? Significa che il micelio, in base anche al sistema adottato per l’inoculazione, se si troverà in presenza di un eccesso di acqua e ciò sopratutto verso il fondo del pane, farà fatica ad invadere quella zona, zona che tende a diventare col passare dei giorni anaerobica ed acida: lì un micelio fa fatica ad entrare! Ci si può aiutare un pò con le temperature leggermente più elevate in fase d’incubazione, ma certamente il micelio che non si trovi in una situazione di tasso d’umidità ideale lavora in sofferenza per poi fermarsi pure del tutto! Dipende chiaramente anche dal ceppo di micelio utilizzato e dalla sua vigoria: delle volte ce la fa egualmente e delle volte no! Quindi occhio al tasso di umidità!………..cordialmente Raoul