Riflessioni sulla preparazione dei pani di cardoncello…..

Come forse sapete sono ormai passati diversi anni da quando ho iniziato insieme ad un mio carissimo amico ad interessarmi di preparazione di substrato per il cardoncello e a Settembre 2016 è iniziata la nuova campagna di preparazione dei pani. Come ho anche affermato nel Forum di Agraria dove seguo la sezione dei funghi coltivati in veste di moderatore, la preparazione del substrato per l’eryngii presuppone molta attenzione, in quanto è importante poter raggiungere un certo giusto equilibrio tra alcuni parametri, uno dei quali molto importante è il tasso di umidità del substrato. Un tasso di umidità ideale, secondo un mio umile parere, può variare in funzione delle materie prime che andiamo ad utilizzare nelle formulazioni,della struttura complessiva del substrato, in funzione del trattamento termico a cui si sottopongono i panetti e mi riferisco sia alle temperature di punta e sia alla loro durata; bisogna tenere in considerazione anche il peso della balletta, la compattezza del substrato, l’altezza del pane,il tipo di materiale utilizzato per i sacchetti e il tipo di filtro adottato per la respirazione del micelio, nonchè la sua dislocazione……..come vedete non sono pochi i fattori che possono far variare il tasso di umidità del substrato e quello ideale naturalmente bisogna andarselo a ritrovare facendo le prove pochè solo in questo modo si riesce ad ottimizzarlo.

Ma cosa significa un tasso di umidità non corretto? Significa che il micelio, in base anche al sistema adottato per l’inoculazione, se si troverà in presenza di un eccesso di acqua e ciò sopratutto verso il fondo del pane, farà fatica ad invadere quella zona, zona che tende a diventare col passare dei giorni anaerobica ed acida: lì un micelio fa fatica ad entrare! Ci si può aiutare un pò con le temperature leggermente più elevate in fase d’incubazione, ma certamente il micelio che non si trovi in una situazione di tasso d’umidità ideale lavora in sofferenza per poi fermarsi pure del tutto! Dipende chiaramente anche dal ceppo di micelio utilizzato e dalla sua vigoria: delle volte ce la fa egualmente e delle volte no! Quindi occhio al tasso di umidità!………..cordialmente Raoul

Produzione funghi: settembre 2016 – primavera 2017.

Bè signori ci siamo, è già iniziata la nuova campagna 2106-2017 per la produzione dei nostri amati funghi. Parliamo sopratutto della produzione dei pleurotus e del pioppino…..il substrato è già in fase di incubazione e si sta andando avanti in attesa che si avvicini anche quella della produzione dei funghi.
Speriamo che coloro che preparano i substrati non abbiano problemi, sia che lo facciano per loro e sia che lo facciano per venderlo ad altre aziende che coltivano poi i funghi. Chiaramente mi riferisco a problemi che possono essere legati al micelio, alla preparazione del substrato e, per ultimo, a questo un pò pazzo andamento climatico. In questi ultimi anni i problemi non sono stati pochi e le storie che ho sentito raccontare sono state tante e quindi, speriamo che tutto proceda per il giusto verso!

Anche un mio carissimo amico tra poco inizierà a produrre i pani per il cardoncello e quindi sarò immerso anch’io in questa nuova stagione………..quest’anno saranno fatte anche delle ricerche relative a delle altre specie di funghi medicinali e quindi rimango in attesa di quanto vi sto illustrando. Già nelle stagioni precedenti abbiamo fatto questo ma, questa stagione allargheremo il tiro.

Ritengo che il futuro dei funghi coltivati comprenderà senz’altro queste specie particolari di funghi, buoni da mangiare e sopratutto interessanti per le loro proprietà salutistiche.

In questo momento sto facendo delle prove che hanno a che fare con il Coprinus comatus e con la Lepiota procera e sto utilizzando un substrato un pò innovativo diverso dai soliti……..il problema in questo momento è il micelio e le temperature ancora leggermente elevate….Il Coprinus me lo sono coltivato in primavera e ne ho fatti tanti. Con la Lepiota il discorso è appena iniziato e quindi ……..buona fortuna.

Cordialmente Raoul.

Una riunione dei fungicoltori presso l’Università di Padova……

Grazie ad una telefonata di un amico, mi è stata annunciata, per il giorno 21 luglio 2016, presso una sezione dell’università di Padova, una riunione dei, alla quale ho potuto partecipare, e più precisamente di coloro che producono i Pleurotus, una specie di convegno promosso da AIF ( Associazione Italiana Fungicoltori ) ed OPO Veneto ( Organizzazione Produttori Ortofrutticoli ), in collaborazione con il dipartimento DAFNAE dell’Università di Padova. Questa riunione si riprometteva di discutere, attraverso alcuni interventi di personaggi appartenenti al mondo dei funghi coltivati, di alcune recenti problematiche presentatesi durante la coltivazione dei pleurotus. Si è accennato ai cali di produzione che si verificano nella seconda parte della stagione produttiva, cali che coincidono con il manifestarsi di temperature più elevate nei mesi di marzo, aprile e maggio e che comportano ad un arresto precoce della produzione.

Questi cali di produzione ed arresti, chiaramente, non aiutano a soddisfare le aumentate richieste di questi ultimi tempi di pleurotus nei mesi sopracitati, da parte di industrie di trasformazione. Si è accennato solo al fatto che sembrerebbe che parte di questi cali in resa, si abbiano quando si effettuano “nelle stesse strutture” ( nelle stesse serre) sia la fase d’incubazione che la fruttificazione.

Non ci sono stati interventi da parte delle aziende che forniscono i miceli nè da parte delle platee che forniscono i substrati! Non ho capito perchè: un intervento da parte di queste due fazioni sarebbe stato utile anche per capire i loro punti di vista.

E’ stata comunque una riunione interessante, sopratutto perchè poi alla fine, al rinfresco che ci era stato gentilmente offerto,ci siamo ritrovati tutti insieme ” tra amici” a chiaccherare ed a sviscerare, solamente in quel momento e non prima, di alcuni aspetti della fungicoltura italiana.

,come affermato dall’intervento del presidente dell’AIF, è importante ritrovarsi e cercare di essere uniti nell’affrontare le problematiche della nostra fungicoltura…………cordialmente Raoul.

Le ricerche proseguono…….

Come Vi avevo accennato l’ultima volta, sto portando avanti un pò di sperimentazione. Sto cercando di far fruttificare due specie di funghi. Una delle due, diciamo la più facile, che avevo inoculato su due substrati diversi, ha fruttificato però solo su un substrato mentre sul secondo i carpofori si stanno forse annunciando ora…….il secondo substrato è meno ricco del primo e quindi la cosa potrebbe ricondursi a questo aspetto nutrizionale. Belli i funghi raccolti con rese in prima volata, intorno al 15% sgambati, quindi non male! Ora sto testando la sua durata in frigorifero a temperature diverse per capire quanto giorni ho a disposizione per la sua eventuale futura commercializzazione. La seconda specie ancora non ha fruttificato ma dovrò anche modificare il tipo di trattamento termico a cui sottopporre il substrato…..la prima volta il micelio ha invaso ma non in modo perfetto, un pò lentamente…..senza però inquinamenti. Dovrò migliorare la sterilizzazione del substrato per poi verificare tutto il resto……….cordiali saluti da Raoul.

Ricerche in corso…………

E’ un pò che non mi faccio leggere ed ormai a fine stagione, almeno per quanto riguarda in linea di massima, i Pleurotus, i cardoncelli, i pioppini, le voci di coloro che sono interessati in primo luogo a fare delle richieste in veste di coltivatori o appassionati, si sono spente quasi del tutto. Diciamo che da Maggio in poi le coltivazioni delle varie specie di funghi sono portate avanti solamente da coloro che sono dotati di strutture adatte, ovvero climatizzate. Come Voi ben sapete con il caldo calano le richieste di funghi ed i consumatori sono orientati verso altre verdure, quelle fresche di stagione. Desideravo solamente metterVi al corrente che in questo momento sto facendo delle prove un pò particolari che hanno a che fare con due specie di funghi di cui una è difficile da far fruttificare e che per ora, proprio in seguito a questa difficoltà, non si coltiva; la seconda specie, la ho coltivata molti anni fa, negli anni 80. Questa seconda specie è un pò particolare e ne dovrei constatare, se riesco a farla fruttificare( considerando che le temperature stanno aumentando), quanti giorni ha di durata in cella frigorifera, senza che si deteriori dal punto di vista morfologico ed organolettico. Questa seconda specie la sto testando su un substrato innovativo ma che fa parte di un mio brevetto di alcuni fa. Sto inoltre verificando quante specie di funghi sono indicate” ad invadere per bene” questo mio substrato…….per poi poterle coltivare in modo intelligente ed economico. Alcune specie già le conosco avendole fatte fruttificare già da qualche anno, ma ora sto ampliando la cerchia: sto testando delle specie che possono essere molto interessanti dal punto di vista commerciale. Sto testando se variando il pH del substrato il micelio parte ed invade prima, oppure proprio per niente! Alcune soecie sono già partite ma certamente è troppo presto per capire se è tutto ok o meno……Vi terrò al corrente….cordialmente Raoul.